Leonard Cohen - "Avalanche" (Songs of love and hate - 1971)
Well I stepped into an avalanche,
it covered up my soul;
when I am not this hunchback that you see,
I sleep beneath the golden hill.
You who wish to conquer pain,
you must learn, learn to serve me well.
You strike my side by accident
as you go down for your gold.
The cripple here that you clothe and feed
is neither starved nor cold;
he does not ask for your company,
not at the centre, the centre of the world.
When I am on a pedestal,
you did not raise me there.
Your laws do not compel me
to kneel grotesque and bare.
I myself am the pedestal
for this ugly hump at which you stare.
You who wish to conquer pain,
you must learn what makes me kind;
the crumbs of love that you offer me,
they're the crumbs I've left behind.
Your pain is no credential here,
it's just the shadow, shadow of my wound.
I have begun to long for you,
I who have no greed;
I have begun to ask for you,
I who have no need.
You say you've gone away from me,
but I can feel you when you breathe.
Do not dress in those rags for me,
I know you are not poor;
you don't love me quite so fiercely now
when you know that you are not sure,
it is your turn, beloved,
it is your flesh that I wear.
lunedì 29 dicembre 2008
domenica 28 dicembre 2008
Louis Malle - Le feu follet (1963)
Se Alain Leroy diventa mia eroe, la mia esistenza scioglie le ambiguità.
Etichette:
1963,
alain roy,
fuoco fatuo,
le feu follet,
Louis malle
sabato 27 dicembre 2008
(finto, e cucito stretto, sono un giuoco un po' spinto)
Edoardo Sanguineti
Edoardo Sanguineti
Etichette:
edoardo,
mikrokosmos,
poesia,
Sanguineti
venerdì 26 dicembre 2008
Jean Renoir - "La petite marchande d'allumettes" (1928)
Estasi per 30 minuti nei panni della piccola fiammiferaia. Imprescindibile bellezza dei momenti dell'agire tra il delirio e la morte.
Etichette:
1928,
cineam,
jean renoir,
la piccola fiammiferai,
le petite marchande d'allumettes,
muto
mercoledì 24 dicembre 2008
"Verso le omissioni della coscienza"
Vigilia.
Mestoli e pentole per cene-pranzi da peccato capitale.
Sotto l'albero trovo aliti cattivi e gioie come lego,
e vedo le spie rosse, travestite da addobbi,
sghignazzare dei collezionisti di false realtà,
degli umani nudi nell'avere.
E io mi rivolto nella ridondanza
verso le omissioni della coscienza,
impavide nei confronti della terra,
che vedrà le ossa sciogliersi in polvere.
Mestoli e pentole per cene-pranzi da peccato capitale.
Sotto l'albero trovo aliti cattivi e gioie come lego,
e vedo le spie rosse, travestite da addobbi,
sghignazzare dei collezionisti di false realtà,
degli umani nudi nell'avere.
E io mi rivolto nella ridondanza
verso le omissioni della coscienza,
impavide nei confronti della terra,
che vedrà le ossa sciogliersi in polvere.
martedì 23 dicembre 2008
"che io possa bere l'insensatezza dell'esistenza dalle tue labbra "
Tributo ai "Bachi da pietra", dai cui testi di Tornare nella terra (2005) ho preso il titolo del mio nuovo blog, che spero resista alle intemperie dei miei stati d'animo e delle mie vicessitudini, che sembrano i copioni delle sceneggiature di Beautiful.
"2 e 40"
di un martedì che non c'è ancora
ricopio fedelmente come un amanuense un foglio scritto di getto
un automa che verga ciò che sgorga dal magma
parlo ad un fantasma
reduce da una festa solitaria in una stanza
il mio amico jonnywalker l'ho ridotto male
lui ha ridotto abbastanza male me
voglia di contatto
qualche cosa di vivo
il tuo corpo che pulsa
con l'anima come in una scatola
nulla è più vivo di un fantasma
io ti immagino a somiglianza della mia assurda voglia di vita
sei bella e ti muovi da qualche parte nel mondo
i tuoi occhi incrociano altri occhi
le tue labbra baciano qualcuno che non sono io:
un essere spregevole e inaffidabile
come io sono
ferito dal nulla
incognita
apriti e accoglimi
donna senza nome
dammi la tua voce
che io possa bere l'insensatezza dell'esistenza dalle tue labbra
avute e perse
in un battere di ciglia
dove perdono senso tutte le parole del mondo
"2 e 40"
di un martedì che non c'è ancora
ricopio fedelmente come un amanuense un foglio scritto di getto
un automa che verga ciò che sgorga dal magma
parlo ad un fantasma
reduce da una festa solitaria in una stanza
il mio amico jonnywalker l'ho ridotto male
lui ha ridotto abbastanza male me
voglia di contatto
qualche cosa di vivo
il tuo corpo che pulsa
con l'anima come in una scatola
nulla è più vivo di un fantasma
io ti immagino a somiglianza della mia assurda voglia di vita
sei bella e ti muovi da qualche parte nel mondo
i tuoi occhi incrociano altri occhi
le tue labbra baciano qualcuno che non sono io:
un essere spregevole e inaffidabile
come io sono
ferito dal nulla
incognita
apriti e accoglimi
donna senza nome
dammi la tua voce
che io possa bere l'insensatezza dell'esistenza dalle tue labbra
avute e perse
in un battere di ciglia
dove perdono senso tutte le parole del mondo
Etichette:
2 e 40,
2008,
Bachi da pietra,
madrigali,
musica,
non io,
ritornare nella terra,
succi,
tarlo terzo
Iscriviti a:
Post (Atom)
